L’agricoltura svizzera continua la sua trasformazione anche nel 2025
Neuchâtel, 12.05.2026 — La trasformazione strutturale del settore agricolo svizzero è proseguita anche nel 2025, anno in cui vi si contavano 46 270 aziende agricole, ovvero l’1,7 % in meno rispetto all’anno precedente. Nel contempo, le superfici adibite a coltivazioni biologiche hanno segnato un aumento, e questo nonostante, per la prima volta dal 2010, sia diminuito il numero di aziende agricole a marchio biologico. Il numero di animali ha invece presentato sviluppi contrastanti, poiché quelli di vacche da latte e di suini hanno registrato una flessione mentre quello di pollame una crescita. Questi dati emergono dall’ultima rilevazione delle strutture agricole svolta dall’Ufficio federale di statistica (UST).
Nel 2025 in Svizzera sono state censite 46 270 aziende agricole, l’1,7% in meno rispetto all’anno precedente. Allo stesso tempo, il numero di persone attive nel settore è leggermente diminuito, attestandosi a 145 600 (–1,5%). La presenza femminile nella professione sta crescendo lentamente ma in modo costante: nel 2025 l’8,1% delle aziende agricole era gestito da donne, contro il 5,4% di dieci anni prima. Parallelamente, la dimensione media delle aziende agricole ha continuato ad aumentare, raggiungendo i 22,5 ettari, ovvero 0,4 ettari in più rispetto al 2024. Questa tendenza è accompagnata da una diminuzione del numero di aziende di meno di 30 ettari (–2,7%) e da un aumento di quelle di dimensioni maggiori (+1,4%).
Meno aziende agricole biologiche, ma coltivazioni biologiche in espansione
Le aziende agricole biologiche stanno ormai seguendo lo stesso andamento del settore agricolo nel suo complesso: il numero si riduce ma le dimensioni aumentano. Nel 2025, infatti, il loro numero (7819) ha registrato un leggero calo (–0,9%), dopo aver segnato una crescita costante dal 2011 e una stagnazione nel 2024. In media, un’azienda agricola biologica copriva una superficie di 24,6 ettari.
Nel contempo, la superficie agricola utile (SAU) coltivata con metodi biologici ha continuato ad aumentare, raggiungendo i 192 300 ettari, pari al 18,5% della SAU nazionale. Alcune produzioni biologiche hanno registrato una forte crescita, in particolare la barbabietola da zucchero (+23,9%), la colza (+17,1%), la soia (+5,1%) e gli ortaggi (+5,0%).
Questi andamenti celano disparità regionali. I Cantoni dove le superfici adibite a coltivazioni biologiche hanno presentato la crescita maggiore sono stati quelli di Neuchâtel (+6,1%), Turgovia (+3,3%) e Lucerna (+2,9%). Hanno invece registrato un leggero calo in Cantoni come il Giura e il Vallese nonché nella Svizzera centrale.
Settore ortofrutticolo in forte crescita
Nel 2025 la superficie agricola utile (SAU) della Svizzera ammontava a 1 040 000 ettari. Era costituita prevalentemente da prati naturali e pascoli (58%), mentre i campi ne coprivano il 39%. Il resto era rappresentato principalmente da colture perenni, come vigneti e frutteti. Le superfici destinate ai cereali, la principale coltura del Paese con 139 000 ettari, hanno registrato una progressione del 2,0% dopo aver subito un calo nel 2024. La coltivazione del grano è rimasta stabile nel complesso nonostante lievi variazioni, mentre quella dell’orzo ha continuato a diminuire. Al contrario, il farro e la segale hanno registrato un considerevole aumento.
In linea con la tendenza degli ultimi dieci anni, le superfici destinate all’orticoltura hanno continuato a crescere (13 400 ha; +5,0%), soprattutto nei Cantoni di Berna, Zurigo e Argovia. La coltivazione della barbabietola da zucchero (17 500 ha; +4,5%) ha confermato anche nel 2025 la ripresa avviata nel 2023. Il girasole e la colza, le principali colture oleaginose, occupavano complessivamente 30 500 ettari. Per la prima volta dal 2018, la superficie coltivata a patate ha superato la soglia degli 11 000 ettari. Infine, la coltivazione della soia, destinata principalmente all’alimentazione animale, ha continuato ad aumentare anche nel 2025 attestandosi a 3400 ettari, con una progressione del 67% rispetto al 2020.
Meno bestiame da latte e sempre più pollame
Nel 2025 l’effettivo di bovini complessivo ha registrato un calo dello 0,3%. Nello specifico, il numero di vacche da latte ha continuato a diminuire (524 400 capi; –0,6%), in un contesto caratterizzato da tensioni internazionali e sovrapproduzione. Questo andamento si inserisce in una tendenza di fondo: negli ultimi dieci anni il numero di vacche da latte è diminuito del 10% , mentre nello stesso periodo le altre vacche, tra cui quelle nutrici, hanno invece segnato un aumento (+26%).
L’allevamento di pollame ha invece continuato a guadagnare terreno (+1,7%), sia considerando le galline ovaiole (+1,9%) che considerando i polli da ingrasso (+2,2%). Va notato inoltre che un quinto dei polli da ingrasso viene allevato con certificazione biologica.
Dopo una fase di crescita nel 2022, l’effettivo di suini ha iniziato a diminuire, attestandosi a 1 257 700 capi nel 2025. La produzione suinicola biologica è rimasta marginale, rappresentando solo il 2,8% del totale.
Il presente comunicato stampa e ulteriori informazioni sul tema sono reperibili sulla pagina Internet dell'UST.