Ricevimento d’inizio anno in onore del Corpo diplomatico
Berna, 14.01.2026 — Allocuzione del presidente della Confederazione Guy Parmelin, capo del Dipartimento federale dell’economia, della formazione e della ricerca (DEFR)
Reverendissimo Monsignor Nunzio,
Onorevole Consigliere federale,
Onorevole Presidente del Consiglio nazionale,
Onorevole Presidente del Consiglio degli Stati,
Eccellenze,
Gentili Signore, Egregi Signori,
Signor Presidente del Consiglio nazionale, signor Presidente del Consiglio degli Stati, è tradizione che il ricevimento d’inizio anno in onore del Corpo diplomatico si tenga nella sala della Consiglio nazionale delle Camere federali. La ringrazio per l’ospitalità.
A Lei, Monsignor Nunzio, vanno i miei ringraziamenti per le Sue parole e per gli auguri di Buon Anno che ci ha rivolto quale decano del Corpo diplomatico.
Ringrazio infine anche tutti Voi, Eccellenze, per la Vostra partecipazione a questo evento e per il lavoro svolto nell’anno appena trascorso.
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In questo inizio d’anno, la catastrofe di Crans-Montana ha profondamente segnato il nostro Paese. La solidarietà e il sostegno ricevuti e che ancora riceviamo dalla Svizzera e dall’estero – anche da parte di molti di Voi e dei Vostri capi di Stato – ci danno grande forza. Per quanto difficili siano le circostanze, queste tragedie dimostrano che la solidarietà e l’assistenza internazionali esistono. E di questo non possiamo che essere riconoscenti.
Il filosofo tedesco Ernst Bloch è noto, tra l’altro, per la sua opera «Il principio speranza». Il titolo potrebbe suggerire che dovremmo alzare le mani e gli occhi al cielo e aspettare tempi migliori. Ma non è questo il significato, anzi. Bloch parla di come si possa costruire la speranza. «La radice della storia è l’uomo che lavora, crea, trasforma e supera la realtà data»: così si espresse negli anni Cinquanta del secolo scorso. Anche in un’era in cui tutto cambia rapidamente questa affermazione resta vera e assume addirittura un significato particolare.
Siamo infatti confrontati a forti spinte tecnologiche e il presente è caratterizzato da fratture nell’economia e nella politica di sicurezza. Opporsi al cambiamento o temerlo non serve a molto. Il cambiamento porta sempre con sé rischi, ma anche opportunità. Il nostro compito è quello di plasmarlo al meglio, riconoscendo e cogliendo le opportunità.
Eccellenze,
Gentili Signore, Egregi Signori,
soltanto attraverso lo scambio reciproco, soltanto con la volontà di cercare soluzioni comuni è possibile trasformare i rischi in opportunità. La mia porta è aperta a questo tipo di scambio e anche l’incontro odierno è utile in tal senso. Resto persuaso che per trovare soluzioni e raggiungere obiettivi comuni, un dialogo aperto e orientato alle soluzioni sia essenziale.
Ma quali sono i tre obiettivi principali del mio anno di presidenza a livello internazionale?
1. Stabilizzare e rafforzare le relazioni con i nostri principali partner commerciali;
2. diversificare le nostre relazioni bilaterali, in particolare in ambito economico e scientifico;
3. promuovere il nostro impegno, in qualità di mediatori neutrali, in favore della pace e della stabilità.
Con riferimento al primo punto: come sapete, la Svizzera si sta prodigando per migliorare le condizioni quadro della politica commerciale e quindi l’accesso al mercato con i suoi principali partner commerciali, l’Unione europea, gli Stati Uniti e la Cina.
Il pacchetto Svizzera-UE mira a stabilizzare e sviluppare le nostre strette relazioni. In questo modo intendiamo preservare la partecipazione settoriale dell’economia svizzera al mercato interno dell’UE e concludere nuovi accordi nell’interesse del nostro Paese. Il Consiglio federale trasmetterà il messaggio al Parlamento nei prossimi mesi.
Anche con gli Stati Uniti desideriamo stabilizzare le nostre relazioni commerciali bilaterali e ottenere reciprocamente il miglior accesso possibile al mercato. Il mandato negoziale per un accordo commerciale è stato approvato e ora i lavori potranno iniziare rapidamente. Con la Cina stiamo negoziando un miglioramento del nostro accordo di libero scambio decennale, poiché in molti settori offre un accesso al mercato meno favorevole rispetto a quello concesso dalla Cina ad altri Stati. Anche in questo caso i negoziati procedono bene.
Ciò che accomuna questi tre accordi sono le vivaci discussioni che suscitano e il fatto che potrebbero in ogni caso essere sottoposti a votazione popolare. In proposito, sono felice di vivere in un Paese in cui è il Popolo a dettare, in modo democratico, le linee politiche.
Questo mi porta al secondo punto: la Svizzera desidera diversificare le proprie relazioni, in particolare nei settori del commercio e della scienza. Per diversi accordi di libero scambio di recente conclusione il processo politico interno non è ancora concluso; penso ovviamente alla possibilità di un referendum. Tuttavia, non dubito che grazie ad accordi vantaggiosi per entrambe le parti, negoziati su un piano di parità, riusciremo a convincere anche il Popolo dei benefici del libero scambio. Anche quest’anno lavoreremo per concludere nuovi accordi commerciali, aggiornarne di esistenti nonché avviare nuove cooperazioni scientifiche. Come in passato, anche in veste di presidente della Confederazione mi impegnerò personalmente per il successo di tali accordi.
Il terzo punto si rifà alla lunga tradizione dei buoni uffici e della neutralità della Svizzera. Oltre alla costante disponibilità della Svizzera come mediatore neutrale, la presidenza dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE) comporta quest’anno per il nostro Paese una responsabilità particolare. Questa presidenza è in linea con il nostro impegno di lunga data a favore della pace, della sicurezza e della stabilità in Europa e nel mondo. Continueremo a sostenere inoltre la Ginevra internazionale e il suo ruolo unico nella governance globale. Vertici di successo e accordi che aumentano il benessere di entrambe le parti – questi sono gli obiettivi a cui lavoriamo come partner affidabile.
Eccellenze,
Gentili Signore, Egregi Signori,
a causa della pandemia, il mio primo anno di presidenza nel 2021 è stato, in un certo senso, soprattutto virtuale. Sono lieto che questa fase impersonale sia ormai alle nostre spalle. Vorrei ora sfruttare il mio secondo mandato presidenziale per portare avanti il maggior numero possibile di dossier in collaborazione con i nostri partner in tutto il mondo.
Le sfide imminenti richiedono non solo il dialogo, ma anche la speranza attiva descritta da Ernst Bloch. Il sostegno che mi avete testimoniato nelle prime ore del mio anno presidenziale dimostrano che posso contare su di Voi e che insieme possiamo plasmare il cambiamento. A Voi e agli Stati che rappresentate porgo i migliori auguri del Consiglio federale e del Popolo svizzero per il nuovo anno.
Vi ringrazio per la Vostra attenzione.